Il Calabrone: pax christi

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La solidarietà e l'elemosina

E’ questo il tema dell’incontro-dibattito che il Punto pace Pax Christi – Movimento cattolico internazionale per la pace - di Lamezia Terme, ha promosso per il prossimo 24 ottobre alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare dell’ex Comune di Sambiase. La manifestazione si colloca nell’ambito dell’ottobre missionario, mese in cui la Chiesa Cattolica pone l’attenzione sul significato delle missioni, sia nel senso dell’annuncio evangelico, sia nel senso di rendere concreto il messaggio di giustizia che dal Vangelo promana, e che i missionari cercano di interpretare promuovendo in tutti gli angoli del pianeta azioni di solidarietà e di emancipazione dalla miseria.

Forse mai come in questo tempo il mondo ha vissuto, percependola, una divaricazione tanto forte tra ricchi e poveri. Tutte le statistiche ci dicono che in questi ultimi anni la ricchezza è andata sempre più polarizzandosi, fino a toccare punte mai immaginate. Una grande capacità di creare ricchezza, ma una totale incapacità a distribuirla. Si assiste così al crescente impoverimento della popolazione “normale” mentre i ricchi, ancora una volta, diventano enormemente più ricchi. A rendere ancora più difficile questa situazione, arriva la crisi alimentare, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e il pericolo che nuovi milioni di persone vengano risucchiate nel circolo infernale della miseria. Non solo nei paesi tradizionalmente poveri, ma anche nei paesi ricchi. In Europa e negli Stati Uniti. Qui in Europa, e in Italia in particolare, ad esempio, sta crescendo la povertà anche fra la gente che lavora. I salari bassi, gli affitti proibitivi, gli aumenti dei prezzi dei generi di prima necessità e delle tariffe, spingono gruppi sempre più ampi di popolazione in una sorta di limbo economico da cui difficilmente si riesce ad uscire. Cresce l’indebitamento delle famiglie. Ormai si compra tutto a rate. Molta più gente che in passato si reca ai Servizi Sociali Comunali per chiedere sostegno economico, magari anche solo per pagarsi l’affitto di una casa, oppure alla caritas per il cestino alimentare.

La risposta che viene dalla politica è debole e spesso contraddittoria. Da una parte – anche attraverso un uso strumentale dei mezzi di comunicazione - si cerca di indicare un colpevole. Di trovare un capro espiatorio. Se questo avviene, si dice, è perché siamo assaliti da bande di stranieri che vengono ad insidiare il nostro benessere, conquistato da noi e dai nostri padri con tanti sacrifici. Non è solo il caso italiano. La direttiva approvata qualche mese fa dal Parlamento Europeo sul rimpatrio degli immigrati, anche comunitari, ne è un chiaro indizio. Si tratta di una direttiva vergognosa, che smentisce tutti i valori di solidarietà su cui si diceva si costruisse l’Europa. Alla faccia delle sue radici cristiane, tanto sbandierate.

Dall’altra si mettono in atto politiche che sarebbe generoso definire assistenzialistiche. Per non mettere in discussione le basi su cui si regge questo sistema che fa tornare i conti sempre e solo nel portafogli dei ricchi, si propone di elevare l’elemosina a sistema. Bush ha parlato di capitalismo compassionevole. Bill Gates, parla di capitalismo innovativo che, aiutando i più poveri, provoca la riconoscenza sociale e li spinge a servirsi delle grandi imprese multinazionali. Ultima trovata la carta alimentare per i pensionati più poveri.

Intanto i salari restano bassi, le pensioni minime restano al palo. Tutto continua come prima. La ricchezza continuerà a finire sempre più nelle mani dei ricchi. I più poveri continueranno ad impoverirsi, ma dovranno essere riconoscenti ai ricchi che, dall’alto dei loro scranni, hanno concesso loro alcune briciole per sopravvivere. Forse la differenza tra solidarietà ed elemosina sta tutta qui. La prima mette insieme la gente in un’avventura che ha come obiettivo comune l’uscita dal tunnel. La seconda concede benignamente qualcosa ai più poveri, chiedendo loro di essere riconoscenti. In questo modo, aumentando all’infinito la loro dipendenza.

Eugenio Melandri. Entrato nel 1974 nei missionari saveriani, diviene, nel 1980, direttore della rivista Missione Oggi. In quel periodo è esponente di punta del mondo pacifista. Partecipa in prima linea alle manifestazioni contro l'installazione dei missili a Comiso, lancia la campagna per il disarmo unilaterale a cui aderiscono personalità di ogni posizione politica: da Carlo Cassola a P. David Maria Turoldo.
Nel 1989 accetta di candidarsi alle Elezioni Europee nelle liste di Democrazia Proletaria.  Durante il mandato parlamentare è Vicepresidente dell'Assemblea paritaria UE - ACP che raduna i Rappresentanti del Parlamento europeo con i paesi di Africa, Carabi e Pacifico.  Effettua molte missioni in Africa, Asia e America Latina. Fonda, nel frattempo, l'Associazione "Senzaconfine", per i diritti degli immigrati. Dopo la parentesi parlamentare torna a lavorare nella società civile. E' presidente dell'associazione "Obiettori nonviolenti".  Con altri amici fonda "Chiama l'Africa" di cui è tuttora coordinatore. Viene chiamato a dirigere la rivista "Solidarietà internazionale" dalle cui pagine segue criticamente le vicissitudini della cooperazione.

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