Il Calabrone: Una riflessione

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Centopassi. Una riflessione
Su tutti i media calabresi, la manifestazione Cento passi per il Sud liberato dalle mafie, di giovedi scorso a Soverato, è stata presentata come un successo. A noi de Il Calabrone e di Metasud che l'abbiamo voluta, promossa e organizzata, con un notevole dispendio di energie e risorse, non è apparsa nello stesso modo perché abbiamo dovuto registrare l'assenza, o la presenza ridottissima, di istituzioni, partiti e pezzi importanti di società di Soverato e del comprensorio.
Tra gli altri, erano assenti il sindaco di Soverato che la manifestazione l'ha vista con malcelato fastidio, la quasi totalità dei consiglieri comunali soveratesi di maggioranza e di opposizione, i partiti e movimenti di centro, destra e sinistra, alcuni dei quali avevano pure formalmente aderito, assenti pure le istituzioni religiose (curia e parrocchie) e assenti, in gran parte. i commercianti che avevano generalmente manifestato appoggio e simpatia alla manifestazione.
Dobbiamo confessare che queste assenze ci sconcertano e ci preoccupano, tenuto conto che sono anche e soprattutto assenze istituzionali, assenze dei poteri e delle autorità democratiche, di persone con un mandato popolare, tenuto conto che la manifestazione era apartitica, che aveva avuto molto risalto sui media e che era stata molto
pubblicizzata.
Le ipotesi sono due o forse tre: 1) nel nostro comprensorio le mafie non esistono ed il disastro della presenza mafiosa, che vero disastro è per tutti i calabresi, non si sente; 2) le mafie hanno già permeato della loro "cultura", anche da noi, poteri istituzioni e parti importanti della società; 3) le nostre classi dirigenti, della politica delle istituzioni e dei poteri democratici, sono incapaci, almeno in buona parte, di capire la pericolosità e la gravità del fenomeno mafioso e quindi di adempiere al loro mandato.
Se fosse vera la prima ipotesi, noi del Calabrone e di Metasud e delle altre associazioni saremmo pronti e disponibili per il manicomio. Ma chi pretende di metterci la camicia di forza, dovrebbe spiegarci gli attentati e gli incendi, avvenuti anche nei giorni della manifestazione a Montepaone e a Badolato, dovrebbe farci capire il senso delle commissioni di accesso antimafia in comuni come Santa Caterina e Chiaravalle, dovrebbe tranquillizzarci sulla ipotesi che le malversazioni mafiose nella sanità, denunciate a Locri nella relazione della commissione antimafia, non hanno alcun riscontro sull'amministrazione sanitaria del catanzarese e del soveratese, dovrebbe dimostrarci che non ci sono le guardianie/mazzette alle strutture turistiche e alle discoteche, che la maggior parte delle grosse speculazioni edilizie non trae origine dal riciclaggio del denaro mafioso, dovrebbe convincerci che è irrilevante il fenomeno dell'usura e che la paura, apertamente dichiarata da alcuni commercianti, perfino ad esporre la locandina della manifestazione, è del tutto ingiustificata... Dovrebbe anche farci persuasi che è possibile per chiunque vincere appalti e concorsi, impiantare attività, costruire qua e là senza avere santi in paradiso e oliare gli ingranaggi...
Noi riteniamo invece che siano vere sia la seconda che la terza ipotesi, che la situazione, anche da noi, sia gravissima e, come minimo, sottovalutata proprio dalle persone che, per mandato istituzionale, dovrebbero esercitare la massima vigilanza. A loro, a tutta la classe politica lanciamo un appello perché si uniscano alle iniziative dei ragazzi antimafia, perché delle mafie si rifiutino voti, soldi e compromessi e soprattutto l'idea malintesa di una ipotesi di sviluppo che sviluppo non porta ma miseria e veleno che intossica e uccide l'economia e la società di tutto il sud.
Sono i ragazzi che, con il loro rifiuto disperato e radicale, a Locri come a Soverato, rappresentano una speranza concreta ed un progetto vero. Quelli che hanno voluto promosso ed organizzato i Cento passi, la fiaccolata, la mostra ed il bellissimo concerto. I giovani soveratesi, del comprensorio e venuti anche da fuori regione. Quelli delle Associazioni antimafia, delle cooperative che lavorano sui terreni confiscati alle cosche, Con loro a Soverato c'erano tante donne, alcuni sindaci, alcuni politici e poi i frati francescani e le suore salesiane, gli scout, cittadini soveratesi di Badolato di Sant'Andrea, di Isca di Petrizzi...
Noi di Metasud abbiamo raccolto un segnale importante, una esigenza di pulizia e di rinnovamento e li abbiamo amplificati. Abbiamo pure preso l'impegno di rinnovare ogni anno questo segnale. Ma non siamo e non vogliamo diventare un movimento antimafia. Di professionisti dell'antimafia ce ne sono già tanti, troppi forse. Non possiamo neanche essere un punto di riferimento di chi subisce attentati o estorsioni, non sapremmo che risposte dare e riteniamo che le risposte le debbano dare le istituzioni e le strutture istituzionali. Proprio per questo nei prossimi giorni ci faremo carico della distribuzione di un manuale di difesa dall'usura realizzato dal ministero dell'interno. Noi di Metasud siamo una associazione culturale e vogliamo produrre cultura.
Continueremo a fare dibattiti mostre manifestazioni ed eventi culturali e quindi Arte Cinema, Politica, Comunicazione, Libri, Turismo, Teatro... per valorizzare quello che il sud produce, per portare il sud fuori dal suo isolamento come sta scritto nel nostro statuto.
Forse vogliamo fare troppo... ma lo faremo con tanti piccoli passi...
Almeno cento.