Il Calabrone: Terreni confiscati mafia

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Un tradimento, ai famigliari delle vittime innocenti della mafia.
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La vendita dei beni immobili confiscati alle mafie è un regalo ai mafiosi.
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L’emendamento della finanziaria votato a maggioranza dal Senato, che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, è molto più grave di un segnale d’allarme.

Come ha ricordato Don Luigi Ciotti, è tradito l’impegno assunto con il milione di cittadini che nel ’96 firmarono la proposta di legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro “restituzione alla collettività”.

Sono traditi i tanti Famigliari delle vittime innocenti di mafia che dal dolore sono passati ad un impegno quotidiano per il contrasto alle mafie e per la diffusione della cultura della legalità. Sono traditi perché,la vendita di questi beni rappresenta un regalo ai mafiosi che hanno barbaramente assassinato i loro congiunti.

E’ un regalo in quanto si corre, di fatto, il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli.

Sono traditi infine e non possono non sentirsi tali, i giovani volontari che sotto con le loro cooperative strappano frutti alle aspre terre confiscate, da Corleone e S. Giuseppe Jato alla valle del Marro di Gioia Tauro, dall’altopiano pugliese a Casal di Principe e Castelvolturno, dal basso Lazio alla periferia di Catania, trasformando in beni sociali per tutti il frutto di un crimine di pochi intriso di morte, corruzione, paura. E con loro le associazioni di volontariato e del terzo settore, che attendono da anni solo di superare le paludi burocratiche per trasformare immobili sequestrati in centri sociali, di assistenza, di cultura. Questo sarebbe davvero il tradimento più imperdonabile.

Per “fare cassa”, non si possono intaccare quei pochi diritti essenziali finora conquistati per sostituire legalità e sviluppo al dominio del crimine.

Mario Congiusta

(Papà di Gianluca, vittima innocente, barbaramente assassinato il 24 maggio 2005)

Siderno, 18 novembre 2009

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