Si è tenuto a Soverato, il 15 marzo, presso l’Istituto Tecnico Commerciale, il primo incontro di preparazione per la seconda edizione della manifestazione Cento passi per il Sud liberato dalle mafie. L’Associazione culturale Metasud di Soverato ha lanciato nuovamente la proposta di manifestare “contro la ‘ndrangheta, il malaffare e la malapolitica che uccidono i nostri sogni”.
Come lo scorso anno l’evento mira a coinvolgere le associazioni e i cittadini anche nella fase di preparazione.
All’incontro, infatti, erano presenti rappresentanti dell’Associazione Olivadese, della Consulta Giovanile di Badolato, della Pro Loco di Badolato, dell’Università della terza età e del tempo libero di Soverato, della redazione de Il Calabrone e anche semplici cittadini che si sono mostrati interessati all’evento.
Lo scopo dell’incontro è stato, quindi, quello di definire le modalità di questa seconda edizione e di creare un gruppo di lavoro.
Per una buona riuscita dell’evento è stato necessario fare delle considerazioni sulla passata edizione.
Lo scorso anno la manifestazione si è svolta il 4 gennaio, l’intento è stato quello di coinvolgere in prima linea i commercianti, per dire di no al pizzo, alla ‘ndrangheta che spara, che appicca fuoco a case, auto e negozi. Allo stesso tempo si è cercato di lanciare un messaggio di speranza per i calabresi che vogliono restare, per dimostrare che essere calabresi non deve essere una vergogna.
La scelta è stata quella di manifestare a Soverato per lanciare un segnale a tutti coloro che fingono di vivere in un’isola felice dove le mafie non esistono. Si è scelto di farlo con una fiaccolata attraverso la città, fino in piazza dove erano presenti degli stands con i prodotti delle cooperative sorte sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta e materiale informativo fornito da alcune associazioni partecipanti.
In piazza si è svolto un dibattito al quale hanno partecipato Maria Teresa Morano, coordinatrice regionale delle associazioni antiracket; Vincenzo Linarello, presidente dell'associazione Comunità Libere di Locri; Antonio Napoli, membro della cooperativa Valle del Marro di Gioia Tauro; Don Mimmo Battaglia; Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti del movimento "E adesso ammazzateci tutti". A conclusione si è tenuto un concerto offerto da giovani band locali.
Anche se la prima edizione della manifestazione è stata presentata come un successo dalla stampa, chi l’ha organizzata e chi ha partecipato non ha potuto lasciarsi fuggire la presenza ridotta di istituzioni e partiti, che comunque avevano aderito formalmente alla manifestazione. Inoltre ha pesato l’assenza di una buona fetta di società soveratese, compensata fortunatamente dalla presenza di persone di Reggio Calabria, Lamezia, Gioia Tauro, Palmi, Locri, Badolato, Satriano, Isca, Chiaravalle, Catanzaro e anche da non calabresi.
Durante l’incontro del 15 marzo l’associazione Metasud ha ribadito l’importanza, per questa seconda edizione, di una più massiccia partecipazione, e questa considerazione ha dato l’avvio al dibattito che ha portato alle seguenti conclusioni.
E’ stata accettata la proposta di svolgere la manifestazione il 9 maggio, giorno in cui è stato ucciso, 30 anni fa, Peppino Impastato. Nato a Cinisi e cresciuto in ambiente mafioso Peppino decide di combatterlo con le armi della cultura, della politica e delle parole gridate dalla radio che aveva fondato, Radio Aut, denunciando boss come Tano Badalamenti. La storia dei “cento passi”, resa famosa dal film di Marco Tullio Giordana e dalla canzone dei Modena City Ramblers, è ovviamente vicina a tutti quelli che sentono la necessità di non dimenticare coloro che sono stati uccisi, anche in Calabria, per essersi opposti alla ‘ndrangheta.
Per richiamare l’attenzione delle istituzioni si è deciso di formulare una richiesta da sottoporre ai consigli comunali, con la proposta di dedicare al problema delle mafie nel territorio, almeno un consiglio comunale aperto all’anno, per riferire della propria condizione nella lotta alle mafie.
Per sensibilizzare i cittadini di Soverato e del comprensorio, si è sentita l’esigenza di coinvolgere non solo i commercianti ma anche le scuole. I ragazzi, con l’aiuto degli insegnanti, saranno invitati a partecipare ad un concorso che abbia come tema quello della legalità.
Al posto della fiaccolata è stato proposto un corteo rumoroso e colorato al quale, si spera, parteciperanno tutte le persone che credono che “uniti si vince e le mafie si possono sconfiggere”.
E’ stato riproposto l’allestimento in piazza degli stands che saranno messi a disposizione delle associazioni che aderiranno alla manifestazione.
Come lo scorso anno è stata scelta la piazza di Soverato come sede per il dibattito che sarà articolato in due momenti: il primo dedicato all’analisi della mentalità ‘ndranghetista e il secondo sarà incentrato sulle testimonianze.
In occasione della manifestazione è stata lanciata la proposta di allestire due mostre, una con fotografie d’epoca sulle lotte contadine ed una relativa ai lavori realizzati dalle scuole di tutto il comprensorio.
La manifestazione, anche in questa seconda edizione, prevede un concerto al quale parteciperanno le band locali.
Ovviamente questi sono gli impegni che, Metasud e le altre associazioni che fanno parte dell’organizzazione, cercheranno di mantenere. Per fare questo c’è bisogno di fondi, di adesioni ma soprattutto della mente, del cuore e delle braccia di quanti vorranno dare un aiuto.
Per qualsiasi tipo di collaborazione scrivete una e-mail all’indirizzo centopassi@ilcalabrone.net
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