Probabilmente di origine irachena
di Luna Loiero
Lunedì 1 ottobre. Un altro “viaggio della speranza” si è concluso, stamattina all’alba, sulle coste calabresi. Pare che nessuno abbia assistito allo sbarco di un gruppo di profughi che è stato trovato e bloccato dai carabinieri sul tratto della statale 106 tra Isca e Badolato. Un altro gruppo si stava dirigendo verso Santa Caterina sullo Jonio. I primi soccorsi sono stati dati dai volontari dell’Edelweiss e della Croce Rossa giunti tempestivamente sul posto. I profughi, un centinaio, tutti maschi, una decina minorenni, sono stati poi portati a Soverato e sistemati provvisoriamente nel campo sportivo Baldassare Sinopoli. Fortunatamente le condizioni di salute dei profughi, che hanno dichiarato di essere iracheni, sono parse sin da subito buone, solo un ragazzo che già assumeva farmaci specifici, ha avuto bisogno di un ricovero in ospedale per un controllo. I volontari hanno provveduto anche alla distribuzione di pasti che però sono stati rifiutati perché per i musulmani questo è il mese del Ramadan. In serata il gruppo dovrà ripartire per raggiungere la città di Brindisi. I centri di accoglienza di Lamezia e Crotone risultano infatti pieni e solo quattro minorenni hanno trovato posto a Catanzaro.
Quello di stamattina è stato il terzo sbarco sulle coste calabresi nel corso di quest’anno e già altre volte la città di Soverato si è dovuta occupare di emergenze simili. Ma mentre nel ’97 c’era stato maggiore coinvolgimento e partecipazione da parte di tutti tanto da destare l’attenzione della stampa nazionale per il bell’esempio di solidarietà e accoglienza dato, oggi del fatto non se n’è occupato nessuno. Nessuno ha saputo niente. I profughi sono stati “custoditi” per ore sotto il sole di un nuovomondo che speravano di poter chiamare casa e invece domani saranno già in un altro posto, lontano da qui. Delle tracce del loro passaggio non rimarrà niente. E forse a molti va bene così.
I N V I A U N C O M M E N T O
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