Il Calabrone: Manifestazione per De Magistris

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8 ottobre - Roma. Manifestazione per De Magistris
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Decisione rinviata a dicembre
Il Consiglio Superiore della Magistratura ha rinviato al 17dicembre la decisione sul trasferimento del giudice Luigi De Magistris da Catanzaro. E per quel giorno il comitato spontaneo che si e’ costituito persostenere il Pm provera’ ad organizzare una grossa manifestazione di protestanella capitale. A Roma, ad attendere la decisione di Palazzo dei Marescialli, sede del Csm  (l’organo di autogovernodei giudici) c’erano alcuni rappresentanti del Comitato Pro-De Magistris, tracui Aldo Pecora e i ragazzi di ‘Ammazzateci Tutti’, i meetup di Beppe Grillo che hanno raccolto 100.000 firme a favore del Pm, associazioni, e due rappresentanti di due partiti, l’Italia dei Valori e qualche socialista.  All’uscita su piazza Indipendenza, il giudice, assediato da una folla di giornalisti,microfoni e telecamere, ha detto di essere “sereno” e che andra’ avanti nel suo lavoro. De Magistris e’ stato letteralmente ‘inseguito’ da un angolo all’altro della Piazza dagli operatori dei mass media, ma anche dai suoi sostenitori che lo hanno applaudito e salutato al grido di ‘bravo, non mollare’. Il magistratonon si e’ fermato a incontrare la stampa o i ragazzi presenti e ha lasciato subito dopo la piazza a bordo di un taxi. Il giudice e’ da tempo al centro di polemiche che stanno scuotendo l’intero asse politico parlamentare, da destra asinistra, per aver inquisito politici di entrambi gli schieramenti.
Il caso giudiziario che ormai contrappone il GuardasigilliClemente Mastella al sostituto procuratore di Catanzaro occupa da giorni leprime pagine dei giornali. In seguito a tanto clamore, le strade davanti al Csmsono state trasformate e attrezzate come un vero set televisivo, con telecamere, riflettori, postazioni mobili e parabole della Rai, di Sky e divari service giornalistici e agenzie di stampa. Tuttavia, sulla piazza erano presenti solo poche decine di sostenitori, perche’ era noto da alcuni giorniche ci sarebbe stato un rinvio della decisione e quindi anche la manifestazione prevista per l’8 ottobre a Roma e’ stata spostata in avanti. I ragazzi che si sono incontrati per protestare contro la richiesta di trasferimento per‘incompatibilita’ ambientale’ di De Magistris, inoltrata da Mastella al Csm, provenivano un po’ da tutta l’Italia: unanime la considerazione che il lavoro del pm di Catanzaro investe in realta’ tutta la nazione. Le sue inchieste, infatti, indagano su malaffare, corruzione e gestione dei fondi europei e sonoa rrivate a lambire il presidente del Consiglio Romano Prodi e lo stesso Mastella. A chiamare in causa il premier e il guardasigilli sono i rapporti, emersi anche dai tabulati telefonici, con Antonio Saladino, di Comunione e Liberazione, faccendiere, affarista, imprenditore, indagato nell’inchiesta “Why not”.  La vicenda De Magistris si configura sempre piu’ come la cartina di tornasole della mala-politica e dellamala-giustizia  italiane. Accuse, repliche e contro accuse si sprecano, soprattutto da parte di Mastella, che si sente vittima di un complotto e di un linciaggio. Tanto che il ministro e’ arrivato a presagire un clima di “nuovo terrorismo” in Italia. Parole gravissime dette dal titolare del dicastero della Giustizia. Macigni lanciati nel mare magnum della politica che ormai somiglia tanto ad uno stagno, con l’acqua torbida e puzzolente.  Vienel egittimamente da chiedersi quali siano i ‘segnali’ che Mastella avverte per affermare una cosa tanto grave. Per ora, comunque, se si guardano i fatti, ad averlo ‘terrorizzato’ sembrano essere stati Beppe Grillo, la trasmissione di Santoro ‘Annozero’, i parenti delle vittime di mafia  e le varie manifestazioni pro-De Magistris.
Alla protesta davanti al Csm era presente anche Sonia Alfano, che con Salvatore Borsellino (fratello del giudice Paolo) ha scritto una lettera aperta al  Capo dello Stato Giorgio Napolitano per chiedere un suo intervento sul caso, paragonando il giudice di Catanzaro a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. Un paragone autorevole  proprio perche’ fatto dai familiari delle vittime. Sonia e’ la figlia di Beppe Alfano, giornalista  ucciso dalla mafia in Sicilia per le sue denunce coraggiose. Sonia Alfano ha risposto duramente alle accuse di  “terrorismo” lanciate dal Guardasigilli. “Vorrei ricordare”, ha detto Sonia, “che il nostro attuale ministro della Giustizia e’ stato testimone di nozze di Francesco Campanella,  l’uomo che forni’ i documenti falsi a Provenzano per farlo operare in Francia”. (Aggiungiamo che lo stesso Campanella era stato nominato anche segretario dei giovani dell’Udeur). “Mastella si sente minacciato, ha chiesto ad Amato che gli si rafforzi la scorta, ma veramente e’ il contrario, siamo noi a sentirci minacciati da lui”, ha continuato Sonia. Sull’assurdita’ del fatto che Mastella voglia piu’ protezione (ha gia’ una scorta notevole) si e’ espresso sulla Repubblica (quotidiano notoriamente filo-centro sinistra)  anche un giornalista blasonato come Giuseppe D’avanzo. Ma Mastella non arretra di un passo e, proprio mentre scrivo questo articolo, si sta difendendendo come meglio crede nello studio dell’immancabile Bruno Vespa: Clementone troneggia nella gigantografia del collegamento video da New York, con i grattacieli alle sue spalle. Nella grande mela e’ andato per la parata del Columbus Day, dove si e’ fatto fotografare con le macchine della polizia. Faceva notare sempre D’Avanzo, che questo non e’ davvero il momento giusto per lanciarsi in un ennesimo viaggio di rappresentanza con famiglia al seguito. Proprio  mentre non si parla d’altro che degli sprechi dei politici, piu’ che della politica.
Anche De Magistris non arretra. Chi lo ha aspettato con gli striscioni davanti al Csm, ha voluto testimoniargli sostegno e stima per il modo in cui lavora. Il silenzio dei politici e degli stessi giudici, che, Forleo e Caselli a parte, gli hanno fatto il vuoto intorno, e’ abbastanza per capire quanto questo magistrato sia scomodo. Anche la precipitosa mossa di Mastella nel chiedere il trasferimento del pm, che  a detta del ministro di Ceppaloni e’ l’adeguata risposta dello Stato per risolvere il baratro della giustizia in Calabria e in tutto il meridione, e’ un segnale che suona a favore dell’operato di De Magistris. Piaccia o no, la popolazione e i giovani in particolare, hanno visto in lui la speranza, la possibilita’ di credere in un mondo onesto, unachance di riscatto per una generazione che ribolle in pentola. Certo, nonbisogna illudersi, la maggioranza dei cittadini sono sempre apatici. Basti considerare quanti fuori-sede calabresi e meridionali ci sono a Roma per capirel’ampiezza dell’appuntamento mancato l’8 ottobre davanti al Csm. Ma anche questo e’ riduttivo. Molti dei presenti hanno ribadito che l’affare DeMagistris riguarda l’Italia intera, indistintamente. Questo giudice e’diventato un caso. Contro di lui si levano le voci di chi teme un nuovo ’92, un nuovo squassone come tangentopoli. Gli si scagliano contro i partiti che tremano sulla poltrona e nel palazzo, che hanno paura di essere spazzati via. Non sappiamo se tutto cio’ stia davvero per accadere. O se sono solo le paure dei potenti, che ormai riempiono le cronache. De Magistris pero’ e’ solo. Rischia di essere, lui si’, il capro espiatorio di questa levata di  scudi. Rischia di trovarsi tra l’incudine della politica e il martello dell’antipolitica. Puo’ un uomo solo e ‘da solo’ sopportare tutto cio’? Bastano spalle larghe e schiena dritta? Questo e’ un buon motivo e un buon momento per sostenerlo. Per incoraggiarlo e incoraggiarci a essere cittadini piu’ consapevoli e non solo ‘pecoroni casa-studio-lavoro-tv’.  Solo una grande mobilitazione popolare potra’ riuscire. E da qui al 17 dicembre, pochi giorni prima di Natale, il rischio piu’ grosso e’ proprio quello che cali l’attenzione sul caso, la partecipazione popolare. A molti e’ apparso strano che la decisione sia stata rimandata cosi’lontano nel tempo. Non lasciamo che sulla Procura di Catanzaro cali ilsilenzio. O, peggio, che vi si abbatta, con tutto il suo peso, l’uomo di Ceppaloni!
C O M M E N T I
 
Con l'augurio che la politica diventi pulita... ma quanto tempo dovrà ancora passare. il cognome che porto non ha nulla a che vedere con l'uomo di Ceppaloni.
Angela Lonardo

Non so se il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura darà retta alla richiesta di Mastella. Spero proprio di no. Sarebbe un ulteriore colpo durissimo alla credibilià delle istituzioni in Calabria che è già al limite inferiore. Per intanto la richiesta del sindaco democristiano di Ceppaloni un risultato l'ha raggiunto: quello di spostare l'attenzione (e la protesta dei calabresi) dalla malapolitica alla difesa di De Magistris. Mi auguro che ne raggiunga un altro: quello di stimolare nei calabresi una protesta ancora più forte.
Mimmo Loiero

I N V I A  U N  C O M M E N T O
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