Il Calabrone: La bestia nel cuore

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Il film: La bestia nel cuore

Nell’incipit del film Sabina, la protagonista, cammina tra il silenzio delle tombe… la sua è una famiglia morta e i titoli di testa scorrono sulle immagini di una casa che ormai è solo un ricordo immobile, ricoperto di polvere e ragnatele. Ma il passato ne “La bestia nel cuore” si fa pesante come un macigno, perché è portatore di segreti nascosti, per troppo tempo taciuti, perché è stato testimone di ferite non ancora rimarginate. Ferite come quella di Emilia, divenuta cieca a vent’anni e da sempre innamorata di Sabina che rappresenta la sua ossessione, ma anche la sua memoria. Ferite come quella di Maria, abbandonata dal marito per una ragazza più giovane e bella, ex amica e coetanea della figlia. Ferite come quelle di Franco e del regista Negri, costretti per motivi economici a lasciare il mondo del teatro per la professione televisiva più piatta e sterile.

 
 

E infine le ferite di Daniele e Sabina vittime della violenza domestica, vittime di pulsioni e desideri oscuri che non trovano un freno neppure all’interno di una famiglia di intellettuali, dove c’è cultura, dove c’è conoscenza, dove c’è l’amore per l’arte. Il doppiaggio della scena di uno stupro e un incubo notturno, ma forse anche la scoperta di portare una nuova vita dentro di sé, fanno riaffiorare nella mente di Sabina ricordi che sembravano cancellati per sempre e insinuano dubbi orrendi. Da qui l’esigenza di compiere un doppio viaggio (quello reale verso gli Stati Uniti e quello virtuale nel proprio passato), per scoprire quanto di vero è riaffiorato nello stato onirico, per soffiare via un po’ di polvere dai propri ricordi e per riuscire ad andare avanti nonostante tutto.

 

E’ quello che dice Daniele alla fine del film, dopo che il liquido amniotico, come un fiume in piena, ha lavato via le colpe del passato e ha concesso una seconda possibilità ad un altro Daniele, il figlio di Sabina, che sappiamo riceverà dai genitori amore e protezione.

 

Il pregio del film della Comencini sta nel raccontare temi difficili come la violenza sessuale, la cecità, l’omosessualità, il tradimento, mantenendo i toni sempre adeguati alle situazioni e stemperando le situazioni drammatiche con i momenti comici affidati alla Finocchiaro e a Battiston.

 

La violenza pur essendo evidente è semplicemente accennata, rimane fuori campo e soprattutto è muta, resta senza sonoro come se non ci fossero parole per spiegarla o raccontarla.

 

Nonostante ciò, il film ha ricevuto un divieto ai minori di 14 anni che poi è stato tolto. Questo perché secondo alcuni colpiva l’entità sacra e inviolabile della famiglia…

 

Ma negare l’esistenza di un problema significa davvero proteggere un valore importante come quello della famiglia? 

Luna Loiero
C O M M E N T I
 Ho notato che manca in questo film (che non ho visto ) l'unico modo per stemperare il dolore x gli inevitabili dolori della vita, l'aiuto della fede cristiana... Ma questo è un dono inestimabile riservato solo a pochi ...eletti. (Luna è insuperabile...!)  Angela
I N V I A  U N  C O M M E N T O
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