Il Calabrone: I figli di Marley

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I figli di Marley
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I figli di Marley

di Luigi Mazza

 

C'è sempre un modo per esprimersi... il mondo si esprime come può. Il risultato, per qualcuno, è sempre arte. Qualsiasi espressione oggi viene considerata arte, è discutibile ragionandoci sopra, ma è così. Ogni cultura comunica, e se ci pensate la musica è sempre stato un mezzo di comunicazione, simbolo di un’epoca, di una generazione compatta o di una generazione contro l'altra, o semplicemente uno stile e un modo di essere che unisce e\o contrappone categorie di persone.

Ogni epoca ha una sua "colonna sonora" o meglio ne ha tante a seconda del punto di vista con cui la guardiamo. Ed oggi? Qual’è la nostra colonna sonora?

Oggi è impossibile trovarne una; esistono migliaia di tipi di musica (forse qui è il caso di dire che non è sempre arte!) a rappresentare infiniti mondi diversi, (alla faccia della globalizzazione!). Poi c’è quella musica che nasce in strada, si alimenta di idee oltre che di suoni e si esprime un pò come una lotta per diventare un movimento mondiale. Pensate alla "Reggae", musica di gente "regolare"(cioè comune), simbolo di lotta e anticonformismo, espressione della volontà di liberarsi, di uscire dalla schiavitù (fisica per i neri nel mondo, mentale e morale per i bianchi SUL mondo).

E ai giorni nostri che fine ha fatto questo stile? Esiste, se qualcuno rimpiange i tempi delle lotte e delle contestazioni, sappia che quella "cultura" (per lo meno musicale) c’è ancora, è cambiata certo, ma c’è; ogni forma si evolve e a volte degenera, ma  non è il caso nostro. Oggi c'è la "Dancehall", figlia del reggae e di altri stili uniti insieme, come il rap\hip hop. Non è certo la rilassante voce e chitarra di Bob Marley, è frutto anche di tecnologia (campionatori, drum machine ecc.) ed elettronica, il risultato è: dj e voci a "sporcare" (in senso buono!) delle basi musicali, da una parte, e dall'altra ragazzi e ragazze a ballare, "pogare" ed eventualmente sostenere questa o quella sound che si esibisce (è il caso dei contest).

Catanzaro è un "vivaio" di artisti in questo genere, ci sono diverse sounds (gruppi) che si esibiscono di continuo, con feste legali dov’è possibile, illegalmente altre volte (in questo caso può essere ancora più interessante...); basta fare un giro ai Giardini S.Leonardo, "di sotto" nel gergo dei ragazzi catanzaresi, cioè nella parte inferiore della piazza "dove non stanno fasci e fighetti"!

La prima sound nasce dieci anni fa, ed è quella che tuttora domina, il suo nome è kissusenti, fondata da Giovanni Morelli e Giovanni la Manna, i "grandi" nel panorama catanzarese e non solo... Altre sound  nascono tra il 2002 e il 2003; catanzaion che ha la sua punta di diamante in Marco Morelli alias killacat, con questo nome è conosciuto in tutta Italia (segnalo la prossima uscita di un album in collaborazione con kissusenti e Brusco, fenomeno romano). Coscaionica, detentrice dei due titoli di vincitore del "S. Leonardo cup"; Royalbeat, altra sound fondamentale per la diffusione del genere a Catanzaro grazie anche alla collaborazione di Esancata (Esiste anche Catanzaro, movimento sociale autonomo).

In questi ultimi anni è un vero boom per la formazione di altre sounds, tra cui spicca una sicura promessa, lightasound. I gruppi da elencare sarebbero tanti altri, e siamo sicuri che si faranno conoscere ed apprezzare.

Il fenomeno è oggi mondiale, la dancehall pompa praticamente in tutti centri sociali del mondo, è ancora quel movimento che lotta per riscattare i popoli, per difendere i SUD di tutta la terra, ma non solo, purtroppo...

I "big" del panorama mondiale quelli praticamente conosciutissimi, come Elephant, Beenie man, Capleton, Sizzla e tanti altri, fanno certo divertire e per i loro concerti i biglietti sono esauriti in prevendita anche mesi e mesi prima, ma questi si fanno fedeli e oserei dire "estremi" sostenitori della cultura e religione "Rastafari", i loro testi in slang giamaicano (una forma di inglese) è meglio non tradurli a volte! Le loro idee sono pesantemente razziste, sessuofobe, omofobe... Qualcuno ha preso sul serio la questione, a Roma per esempio diversi centri sociali (la maggior parte) hanno creato un movimento di boicottaggio di questi artisti "estremisti", sfociato nell'affissione in tutta la capitale di manifesti giganti per sensibilizzare il popolo della dancehall, in cui son riportati titoli e frasi tradotti (riporto qui la frase più tranquilla che è: “prendi un bazooka e uccidi i gay”, di Beenie man) e in basso a caratteri cubitali vi è scritto: “Roma vi rifiuta”. Gli organizzatori dopo le proteste nate in altre città come Bologna e Torino fanno firmare delle clausole che impediscono di cantare i brani più "scomodi", potrebbe funzionare... Ma la degenerazione c'è, non è musicale, è ideologica; è triste, se non squallido, vedere un movimento frutto di ideali di libertà e uguaglianza sfociare in quello che era il suo nemico: il razzismo.

Se è così preferiamo accontentarci dei nostri gruppi calabresi e salentini.

C O M M E N T I

Complimentoni al Calabrone e a luigi Mazza per l'articolo! Hai descritto molto bene la scena reggae locale e non.         peppe

Killacat suona con catanZION....va in giro da anni con Kissusenti ma fa parte di UN sound chiamato catanzion. ....per la precisione.... e complimenti a Luigi Mazza per l'articolo;)
gio

prima di dire ke killacat suona con catanzaion informati...e partecipa a qualche danz prima ma scrivi sti cosi
anonimo

Carissimo Anonimo almeno impara a leggere e poi a scrivere... Quello("ha la sua punta di diamante..."), per tua informazione, è un presente storico. Non sto a spiegarti in questa sede che vuol dire. Dato che so chi sei (!): FUMA MENO CANNE PRIMA DI SCRIVERE E RIPASSA UN Pò DI GRAMMATICA ITALIANA. L. M.
I N V I A  U N  C O M M E N T O
massimo 150 parole

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