Il Calabrone: L'Oscar a Ennio Morricone

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L'Oscar a Ennio Morricone
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L'Oscar a Ennio Morricone
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I nostri sogni, come se un ultimo pudore realistico glielo impedisse, non sono accompagnati dalla musica. La musica regna per contro nell'universo del cinema.” (E. Morin)

 

 

La musica da film, per quanto perfettamente integrata nell’insieme di volti, corpi, spazi e movimenti all’interno dell’inquadratura, è senza dubbio l’elemento più inverosimile del cinema.

Rapiti dalle vicende dei personaggi, non ci rendiamo neppure conto del fatto che non c’è niente di più irreale di queste note e di questi ritmi presenti ovunque, senza che ci sia una radio, un juke-box, un qualsiasi strumento musicale a giustificarne la presenza.

Eppure il cinema ha da subito sentito il bisogno della musica. Pianoforti e orchestre accompagnavano, dal vivo nelle sale cinematografiche, i primi film muti, si dice per coprire il ronzio dell’apparecchio di proiezione. Ben presto, però, la musica supera questo ruolo di “protezione” e appaiono gli “incisi”, brani scritti per accompagnare il film muto, le partiture originali, i leit-motives riferiti agli eroi.

La prova del fatto che la musica non fosse solo un sostitutivo delle voci e dei rumori, assenti nel muto, arriva proprio con l’avvento del sonoro che conferma il bisogno di musica del film e suggella un sodalizio tra le due arti destinato a durare in eterno.

Alcune colonne sonore, alcuni brani nati per il cinema, non solo nel caso dei musical, sono diventati celebri, sono stati e sono tuttora usati e abusati nella pubblicità, nelle sigle di programmi televisivi, persino come suonerie dei cellulari e hanno acquistato vita propria prescindendo dal film stesso.

E’ sicuramente il caso delle musiche di Ennio Morricone, uno dei più importanti autori di musica da film del mondo. Il settantottenne compositore romano, riceverà l’Oscar alla carriera nel corso della prossima cerimonia degli Academy Awards che si terrà il 25 febbraio a Los Angeles. Un riconoscimento importante che si va ad aggiungere ai tanti ricevuti in una lunga e proficua carriera. Sono infatti circa 450 le colonne sonore firmate dal maestro dopo il debutto nel cinema con il film di Luciano Salce Il federale (1961).

Nato a Roma nel 1928, Morricone si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia in tromba, composizione, strumentazione, direzione di banda e musica corale. La passione per la musica gli viene trasmessa dal padre, suonatore di tromba, che gli insegna la chiave di violino a soli cinque anni. Dopo il conservatorio inizia a farsi conoscere come arrangiatore delle più famose canzoni italiane di quegli anni (da tutti i successi di Gianni Morandi all’”Abbronzantissima” di Vianello, fino al successo di Mina “Se telefonando”). Ottiene anche un lavoro in Rai come impiegato, un posto sicuro che però non può dargli la possibilità di fare il compositore e quindi decide di andar via.

Con lo pseudonimo di Dan Savio firma la colonna sonora di Per un pugno di dollari (1964) che segna l’inizio del sodalizio artistico con Sergio Leone, divenuto celebre quanto quelli fra Hitchcock e Bernard Herrmann, Fellini e Nino Rota. Per qualche dollaro in più (1965), Il buono, il brutto, il cattivo (1966), C’era una volta il west (1968), Giù la testa (1971), le musiche di Morricone contribuiscono a far diventare i film western di Leone dei capolavori indiscussi e i due collaboreranno fino all’ultimo film di quest’ultimo, il celebre gangster-movie C’era una volta in America (1984).

Morricone diventa celebre in tutto il mondo grazie al western, ma in realtà solo trenta delle numerosissime colonne sonore che firma appartengono al genere, la sua musica accompagna le vicende dei protagonisti de I pugni in tasca di Belloccio, de La battaglia di Algeri di Pontecorvo, di Uccellacci e uccellini di Pasolini, di Metti una sera a cena di Patroni Griffi, tanto per citare qualche titolo.  Da Nuovo cinema paradiso in poi, nasce anche una bella intesa musicale con Giuseppe Tornatore che darà i suoi frutti migliori in film come La leggenda del pianista sull’oceano, Malena e l’ultimo, recentissimo, La sconosciuta.

Riesce a imporsi anche oltre oceano collaborando con registi come Brian De palma (Gli intoccabili, 1989), Wolfgang Petersen (Nel centro del mirino, 1993), Roland Joffe (Mission, 1986) dimostrandosi un autore di grande talento, versatile e d’avanguardia. Il successo delle sue musiche, che sembrano essere senza tempo, nasce proprio dal carattere sperimentale dei lavori, dalle innovazioni stilistiche date soprattutto dall’uso di ritmi violentissimi, suoni stravaganti e dal caratteristico ricorso alla voce umana usata come uno strumento vero e proprio.

Morricone ha composto anche molte musiche per fiction televisive, fra cui quelle dedicate a Papa Woityla Giovanni Falcone e Gino Bartali e non sembra ancora arrivato il momento della pensione, ha infatti iniziato a lavorare su due progetti importanti, il prequel degli Intoccabili “The Untouchables: Capone rising” e “Leningrado”, con cui Giuseppe Tornatore racconterà l’assedio della città sovietica da parte dell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo aver ricevuto ben cinque nominations agli oscar senza mai aggiudicarseli, otterrà finalmente l’ambita statuetta per l’insieme della sua opera. Unico rimpianto in una sfolgorante carriera ricca di soddisfazioni, il fatto di non aver lavorato con Stanley Kubrick, che lo aveva scelto per Arancia Meccanica, a causa di un precedente impegno con Leone.

Non resta che da chiedersi quale sarà il brano che lo accoglierà sul palco del Kodac Theathre per la premiazione e rimarrà inciso nella colonna sonora della sua vita!
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